Tutte le tipologie di narratore
Quando si scrive un’opera di narrativa, non è soltanto la vicenda in sé a fare la differenza, ma anche come la si racconta. Tra le varie decisioni che pesano sul risultato finale, c’è di sicuro questa: a chi affidare il compito di raccontare la storia.
Il post di oggi ha lo scopo di illustrarti ciascuna tipologia di narratore, in modo che tu possa fare la scelta più adatta alla trama che hai in mente e a ciò che vuoi trasmettere.
Autore o narratore?
L’autore è chi scrive la storia, mentre il narratore (o voce narrante) è chi ha il compito di raccontarla tramite il suo punto di vista (o focalizzazione), argomento a cui dedicherò uno dei prossimi post.
È rarissimo che l’autore sia anche il narratore e, pure in questo caso, non si tratta mai di una coincidenza perfetta. Se ci pensi, un’opera autobiografica viene scritta sempre a posteriori – del resto, non si può fare altrimenti –, è frutto dei ricordi di chi scrive e, per loro natura, i ricordi sono imperfetti. Questo significa che, tra l’io che ha vissuto l’evento narrato e l’io che lo racconta, c’è uno scarto di tempo – anche interi decenni, a volte – che impedisce di riprodurre nella scrittura quel determinato avvenimento così come si è svolto nella realtà.
Chiarito questo punto fondamentale, vediamo nel dettaglio quali sono i diversi tipi di narratore, che possiamo già racchiudere in due macrocategorie: il narratore dentro la storia e quello fuori dalla storia.
(Non farti spaventare dai termini un po’ più tecnici in cui ti imbatterai d’ora in avanti: non mordono e, a parte questo, non li devi per forza memorizzare! L’importante è che il concetto risulti chiaro, e farò in modo che sia così.)
Il narratore dentro la storia (intradiegetico)
Il narratore intradiegetico fa parte della storia. Come vedremo tra poco, non è detto che ne sia il protagonista, e nemmeno che vi abbia partecipato, ma senza dubbio ne sa abbastanza da poterla raccontare a noi lettori.
Entriamo nel dettaglio dei diversi narratori intradiegetici.
• Il narratore in prima persona (o autodiegetico) è l’io-protagonista, che narra in prima persona e conosce la storia nel dettaglio, perché l’ha vissuta o la sta vivendo sulla propria pelle.
• Il narratore interno (o omodiegetico) svolge un ruolo attivo all’interno della storia, ma non ne è il protagonista. È, in sostanza, un testimone diretto della vicenda che sta raccontando.
• Il narratore allodiegetico non svolge un ruolo attivo all’interno della storia. È un testimone qualunque, che conosce la vicenda non per forza perché vi abbia assistito, ma anche solo perché l’ha sentita da qualche parte o gli è stata riferita direttamente.
Il narratore fuori dalla storia (extradiegetico)
Il narratore extradiegetico non fa parte della storia: non l’ha vissuta né da protagonista né da testimone diretto. Racconta la vicenda in sé, così com’è accaduta, senza darne una versione troppo personale… in teoria, almeno.
Entriamo nel dettaglio dei diversi narratori extradiegetici.
• Il narratore esterno (o eterodiegetico) è del tutto estraneo ai fatti che racconta e, benché a volte possa intervenire con giudizi personali, questi non alterano l’evoluzione della storia. Non è altro che una voce fuori campo.
• Il narratore onnisciente conosce l’intera storia e sa più di tutti i personaggi. Di conseguenza, ha la facoltà di scegliere cosa raccontare, quando e come farlo. Può essere più o meno intrusivo.
• Il narratore che si identifica è quello che si immedesima fino in fondo in un solo personaggio. Racconta soltanto ciò che sa il personaggio in questione e ne restituisce le sensazioni, le emozioni, i pensieri: in poche parole, narra la vicenda guardandola con i suoi occhi.
• Il narratore comportamentista (o assente) sa meno di quanto sappia un determinato personaggio. Non entra mai nella mente di nessuno, ma si limita a osservare tutto dall’esterno, senza dare giudizi personali. L’impressione che trasmette è che la storia sia raccontata da un gruppo di personaggi che fanno parte della vicenda stessa, infatti è la tipologia di narratore tipica della letteratura naturalista e/o verista (un esempio è Rosso Malpelo di Giovanni Verga).
Argomento elaborato, vero? A complicare ancor di più la situazione c’è il fatto che non sempre il narratore ha un ruolo netto, che si incasella alla perfezione in una delle tipologie elencate qui.
Nel caso in cui volessi approfondire il tema, ti consiglio il libro su cui mi sono basata per la scrittura di questo articolo: Le strategie della narrazione. Voci, tempi, modi, personaggi di Patrizia Landi, edito da ArchetipoLibri.
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