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Il racconto: 3 consigli di lettura per conoscerlo e apprezzarlo

Ho pensato di dedicare il primo post sulla letteratura a un genere di cui non si parla abbastanza, secondo me: il racconto. I miei appunti dei tempi dell’università si sono rivelati fondamentali, proprio perché ho avuto modo di approfondire l’argomento sia in letteratura russa sia in letterature ispanoamericane.

Come fa intuire il titolo, dopo una panoramica introduttiva, ti darò tre consigli di lettura che reputo delle chicche. Considerati i miei studi, non potevo che orientarmi su un autore russo e due ispanoamericani (entrambi argentini, per l’esattezza).

Bene, iniziamo!

Il racconto è davvero un genere recente?

Si tende a pensare che il racconto sia un genere piuttosto giovane, ma è una convinzione dovuta al fatto che solo a partire dall’Ottocento gli autori iniziarono a vederlo come un genere vero e proprio.

Le sue radici, tuttavia, affondano in un passato molto lontano, quando ancora la scrittura non esisteva. Le prime forme di racconto, infatti, erano orali: fiabe, favole, leggende e miti venivano tramandati in principio soltanto a voce.

A quale tipo di lettore si rivolge il racconto?

Il lettore implicito, in questo caso, è sempre qualcuno a cui l’autore sta narrando qualcosa che potrebbe essere raccontato anche in forma orale. Come in una conversazione, il lettore/ascoltatore ha un tempo limitato per coglierlo. Affinché ciò sia possibile, il racconto deve soddisfare alcuni requisiti.

Quali sono le caratteristiche del racconto?

Il racconto, diceva Edgar Allan Poe – il padre di questo genere –, ha una serie di vantaggi che il romanzo non possiede. È breve, innanzitutto, e l’autore sa di dover tenere fede a un tacito patto con il lettore, in termini di durata: due ore di lettura al massimo.

Proprio perché è breve, deve essere rapido ed efficace. Il suo scopo è veicolare un messaggio, quindi non si sofferma sul “dove” o sul “quando” con lunghe descrizioni: l’importante è il “cosa”. Boris Ejchenbaum, critico letterario sovietico, paragonava il racconto a un missile che, lanciato da un aeroplano, colpisce nel punto giusto con tutta la sua forza. Si tratta di una metafora un po’ infelice, ma senza dubbio rende bene l’idea.

Anche se ci sarebbe molto altro da aggiungere, mi fermo qui: il mio scopo era fornirti gli elementi essenziali per capire meglio questo genere. Direi che ora è il momento dei consigli di lettura. 

1. Anton Čechov, La signora col cagnolino

L’abilità di Čechov è quella di raccontare storie ordinarie, con protagonisti altrettanto ordinari, senza farle risultare noiose. L’autore punta a rappresentare la vita così com’è, con i suoi avvenimenti talvolta casuali, i dialoghi e i dettagli non sempre pertinenti o utili alla trama. La signora col cagnolino ne è uno splendido esempio.

Il nocciolo della storia è questo: Dmitrij Gurov – banchiere sposato e con tre figli – è in vacanza a Jalta per conto proprio; lì incontra Anna Sergeevna – anche lei sposata, anche lei in vacanza senza il coniuge –, che è in compagnia del suo volpino bianco. Da una conoscenza superficiale, nasce una relazione adulterina che i due protagonisti portano avanti anche dopo essere tornati alle rispettive vite.

Tutto qui? Sì, bene o male. Nei racconti di Čechov non succede mai un granché, e proprio per questo sono la dimostrazione che vale più come si racconta la storia rispetto alla storia in sé.

2. Jorge Luis Borges, La morte e la bussola

Se ami i gialli, questo racconto fa per te. L’investigatore Erik Lonnröt – un “ragionatore puro”, come lui stesso si definisce –, si trova a indagare su una catena di delitti. Riuscirà a prevedere l’ultimo, ma non a impedirlo.

No, non ti ho detto troppo: è ciò che il narratore svela nelle primissime righe. Borges, più che alla soluzione del caso in sé, è interessato al percorso che conduce alla soluzione. Il detective e il lettore ricoprono quasi lo stesso ruolo: seguire le tracce del crimine.

Il racconto ha una struttura circolare, infatti alcuni elementi ritornano: il numero 3, il numero 4, il triangolo, il rombo – un triangolo allo specchio, in sostanza –, i punti cardinali. Secondo Borges, la vita non è altro che una ripetizione di istanti, e ciò spiega la struttura di questo e di altri suoi racconti.

Per evitare di rovinarti la sorpresa, non aggiungerò altro, tranne che La morte e la bussola sarà pure breve, ma te ne ricorderai a lungo.

3. Julio Cortázar, Continuità dei parchi

Hai pochissimo tempo? Continuità dei parchi si legge in una manciata di minuti, anche se non è per questo motivo che ho deciso di inserirlo qui.

Cortázar è un autore che reputo geniale. I suoi racconti hanno il potere di risucchiarti nel loro vortice e lasciarti con mille domande e nessuna risposta. O meglio: spetta a te rispondere alle tue stesse domande.

Il protagonista di Continuità dei parchi è un uomo benestante che si immerge nella lettura di un romanzo per evadere dalla vita quotidiana. È un lettore passivo, che distingue senza problemi il confine tra la realtà e la finzione: rimane ancorato alla poltrona su cui è seduto, non si immerge nel mondo parallelo che l’autore del libro gli offre. Rappresenta la tipologia di lettore che secondo Cortázar non ha senso di esistere: per lui, il lettore vero è quello complice, che partecipa alla storia, che attiva il testo tramite la lettura.

I piani che si incrociano – e che a un certo punto coincidono – sono tre: quello del lettore reale (noi), quello del lettore intratestuale (il protagonista), quello della storia che lui sta leggendo – e che noi stiamo leggendo insieme a lui. Non ti dico altro, ma ti assicuro che merita.

Eccoci alla fine di questo viaggio nel genere del racconto. Spero di averti incuriosito e di averti lasciato alcuni spunti interessanti.

Quando hai poco tempo per la lettura, prendi in considerazione di dedicarti a un racconto, magari proprio a uno di quelli che ti ho consigliato qui. Se li leggerai, e se ti va, scrivimi pure su LinkedIn o su Instagram per farmi sapere cosa ne pensi (sono curiosa!).