Qualcosa come un’era geologica fa, su Instagram (a proposito, se vuoi seguirmi, mi trovi qui), avevo pubblicato una serie di approfondimenti sull’uso della virgola.
Ho pensato di riproporre l’argomento e di stilare un vademecum sul segno di punteggiatura più sfaccettato in assoluto. Proprio a causa della sua natura poliedrica, la virgola crea non pochi problemi a chi scrive.
“Qui ci va o no?”: è una domanda che ci siamo posti tutti, almeno una volta nella vita. Nel dubbio, c’è chi la evita e chi, all’estremo opposto, ne abusa. Non so cosa sia peggio, e non mi interessa stabilirlo, ma spero che il post di oggi ti aiuti a fare chiarezza.
Ti avviso, però: il “dipende” del titolo la dice lunga, e a volte mettere la virgola o meno è una scelta che spetta a te, in base alla sfumatura che vuoi dare alla frase o alle tue preferenze. Non voglio spaventarti o confonderti le idee prima del tempo, quindi… procediamo con ordine.
Cos’è la virgola?
Banale, lo so, ma è sempre bene cominciare dalle presentazioni. La virgola è un segno di punteggiatura che in genere indica una pausa breve tra due elementi (parole o frasi). Tuttavia, capita che la virgola non coincida con una pausa o che a una pausa non corrisponda una virgola. Rassicurante, vero? Ahimè, non posso farci nulla.
L’utilizzo della virgola varia molto in base al gusto e alle necessità comunicative di chi scrive, ma in alcuni casi è d’obbligo, in altri va evitata perché è un errore e in altri ancora scegliere dove e se metterla può cambiare il significato di un’intera frase.
Quando la virgola è d’obbligo?
Ricordati sempre di inserire la virgola in questi casi:
- elenchi: ogni elemento va separato dagli altri con una virgola. L’ultimo può essere preceduto dalla congiunzione e, che sostituisce la virgola (es. Dal fruttivendolo ho comprato: le banane, i pomodori, l’insalata e le zucchine);
- incisi: sono frasi, o anche semplici parole, che si trovano all’interno di un’altra frase. Vengono riportati tra due virgole (es. Gloria, a quanto pare, non vuole uscire con te);
- vocativi: quando ci si rivolge a qualcuno chiamandolo per nome o con un appellativo, quel nome – il vocativo, appunto – deve essere seguito o preceduto da una virgola oppure racchiuso tra due virgole, in base alla posizione che occupa nella frase (es. Signora, le serve aiuto?; Non so cosa dirti, Matteo; Ehi, tu, fermati!);
- subordinate: quelle introdotte da congiunzioni come poiché, anche se, quando, mentre e così via vanno separate dalla frase principale con una virgola (es. Anche se non ne ho voglia, tra poco vado a fare la spesa).
Quando la virgola è un errore?
Per la serie: “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito”, fai attenzione a non inserire mai la virgola in questi casi:
- tra soggetto e predicato: anche quando il soggetto è molto lungo, dividerlo dal predicato con una virgola rimane un errore (se vuoi approfondire, ne ho parlato anche qui).
❌ Leggere un buon libro davanti al camino mentre fuori piove, è una delle cose che preferisco.
✔️ Leggere un buon libro davanti al camino mentre fuori piove è una delle cose che preferisco;
- tra predicato e complemento oggetto: si tratta di un errore meno frequente del primo, ma il concetto è molto simile.
❌ Luca racconta, aneddoti divertenti.
✔️ Luca racconta aneddoti divertenti;
- tra aggettivo e sostantivo: vale lo stesso discorso dei primi due punti. Si tratta di elementi che non vanno separati.
❌ Un magnifico, gatto nero.
✔️ Un magnifico gatto nero;
- prima delle preposizioni: qui mi riferisco nello specifico alla maggior parte dei complementi introdotti dalle preposizioni (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra).
❌ Edoardo è il fratello, di Virginia.
✔️ Edoardo è il fratello di Virginia.
Quando la virgola fa la differenza?
Come ho scritto nell’introduzione del post, a volte il senso di un’intera frase dipende dalla presenza o dall’assenza della virgola. Giusto per citare Shakespeare: “Per quanto piccola, è feroce”.
La virgola gioca un ruolo decisivo in questi casi:
- subordinate relative: per prima cosa, bisogna definire se la relativa in questione è esplicativa o restrittiva.
È esplicativa quando fornisce un’informazione aggiuntiva, non essenziale (es. Gli alunni della 5a B, che hanno preso voti insufficienti, dovranno rifare il compito = Tutti gli alunni della 5a B hanno preso un’insufficienza e dovranno rifare il compito). In questo caso, la virgola è necessaria.
È restrittiva quando fornisce un’informazione indispensabile per definire il significato della frase antecedente (es. Gli alunni della 5a B che hanno preso voti insufficienti dovranno rifare il compito = Tra gli alunni della 5a B, solo chi ha preso un’insufficienza dovrà rifare il compito). In questo caso, la virgola non ci vuole;
- vocativi e interiezioni: ho menzionato i vocativi tra i casi in cui la virgola è d’obbligo. Per le interiezioni, ovvero quelle parti del discorso con valore esclamativo (ahi!, oh!, santo cielo!, cavolo!), vale la stessa regola. Sai cosa potrebbe succedere se ti dimenticassi la virgola in queste situazioni? Ecco un paio di esempi:
Ho mangiato, mamma. ≠ Ho mangiato mamma.
Sei un grande, cavolo! ≠ Sei un grande cavolo!
Come vedi, la frase con la virgola e quella senza hanno due significati molto diversi;
- frasi ambigue: mi riferisco a quelle frasi che, scritte senza punteggiatura, possono essere interpretate in più modi. Per questo motivo, è fondamentale inserire la virgola nella posizione giusta per non lasciare spazio a dubbi. Ecco un esempio:
Mentre Giulio saltava l’ostacolo è caduto. Chi è caduto? Giulio o l’ostacolo? Per come è scritta la frase, entrambe le alternative sono plausibili.
È caduto Giulio? Allora scriverai: Mentre Giulio saltava l’ostacolo, è caduto.
È caduto l’ostacolo? Allora scriverai: Mentre Giulio saltava, l’ostacolo è caduto.
Eccoci alla fine. In realtà, ci sarebbe altro da aggiungere – il che è tutto dire, considerando quanto è lungo il post.
Quelle che ti ho presentato oggi sono le linee guida per usare la virgola al meglio nella stragrande maggioranza dei casi. Forse leggerle tutte d’un fiato ti potrebbe provocare un leggero mal di testa, ma non preoccuparti: potrai tornare qui a rinfrescarti la memoria ogni volta che ne avrai bisogno!