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Vuoi scrivere senza perderti? La coerenza è la tua bussola

Scrivere senza coerenza è come navigare senza bussola. Molti autori e autrici in erba la perdono di vista o non ne tengono proprio conto, assorti come sono nel tentativo di dare forma alla storia che frulla loro in testa.

Appena si inizia la stesura di un libro, qualunque sia il genere a cui appartiene, ci sono molti aspetti da considerare; troppi, forse, quando si stanno muovendo ancora i primi passi. E il pericolo di tralasciare qualcosa è dietro l’angolo.

Se ti senti come Teseo nel labirinto di Cnosso, questo articolo è pensato per te: sarà il tuo filo d’Arianna.

La coerenza nella trama

La trama rappresenta per un romanzo quello che le fondamenta sono per un edificio: una struttura che ha il compito di sostenerlo. Se non è solida abbastanza da reggerne il peso, prima o poi tutto crollerà.

La trama, per essere coerente, deve essere ben pensata. Questo significa che iniziare a scrivere di getto, seguendo l’ispirazione del momento, non è la soluzione migliore. L’ideale è creare una scaletta che contenga tutti i punti salienti della storia in ordine logico e cronologico (fabula). In questo modo, potrai avere una panoramica completa, nonché una guida da seguire, che ti permetterà anche di stabilire in che ordine narrare i fatti (intreccio).

Terminata la scaletta, sai che devi partire dal punto A e arrivare al punto B attraverso tappe ben precise. Ora è tempo di approfondire. Non perderti nei meandri di avvenimenti fini a sé stessi, non funzionali all’economia della storia. Più divaghi, più aumenta il rischio di perdere di vista l’obiettivo principale: il messaggio che vuoi trasmettere, il senso di ciò che stai narrando e il motivo per cui lo stai facendo. Senza contare che pregiudicheresti la comprensione del testo da parte del pubblico, che potrebbe sentirsi smarrito per colpa di una narrazione dispersiva.

Concentra le tue energie su quello che conta. Chiediti sempre se ciò che stai narrando è davvero utile alla storia o se è un semplice sfizio. Dall’altra parte, evita di affrontare in maniera superficiale o di dare per scontati eventi fondamentali.

È difficile immaginare un romanzo con una trama che funziona e un’ambientazione inverosimile o personaggi caratterizzati male. Ecco perché, quando si parla di “coerenza narrativa”, non si può prescindere da questi altri due elementi.

La coerenza nell’ambientazione

L’ambientazione, in parole povere, risponde alle domande “dove?” e “quando?”. Deve essere curata nel dettaglio perché risulti verosimile, altrimenti c’è il rischio di interrompere la sospensione dell’incredulità.

Se stai scrivendo un romanzo fantasy, sei tu a creare il mondo in cui si svolge la storia e le leggi che lo governano. Da una parte, hai la totale libertà di scelta; dall’altra, è più facile cadere nell’incoerenza. La mossa giusta è progettare bene la dimensione fantastica in cui vuoi ambientare il tuo libro, al punto che anche l’elemento più insolito nella nostra realtà risulti plausibile lì dentro.

L’altro genere letterario che merita particolare attenzione è il romanzo storico, o qualsiasi opera di narrativa ambientata nel passato. Qui, al contrario del fantasy, non puoi inventarti nulla. Fai ricerche approfondite sull’epoca e sul luogo in cui si svolgono le vicende che racconti. Poi, adegua di conseguenza le azioni e le parole dei tuoi personaggi: due cavalieri medievali che si salutano con un “ciao, bro!” non sono credibili, ma non c’è bisogno che te lo dica io.

Al di là del genere di appartenenza del tuo romanzo, l’ambientazione è un tassello cruciale per la buona riuscita del lavoro. Dedicale tutto il tempo che merita.

La coerenza nei personaggi

Per i personaggi, vale lo stesso discorso che ho fatto per l’ambientazione: devono essere credibili e, affinché lo siano, devi studiarli nel dettaglio. Il modo migliore per riuscire nell’intento è annotare tutto ciò che conosci di ognuno.

Ecco le informazioni che non devono mancare in una buona scheda personaggio:

  • la descrizione fisica e caratteriale;
  • il passato del personaggio e cosa, del suo passato, l’ha segnato;
  • paure e aspirazioni;
  • il linguaggio, fondamentale per caratterizzarlo e per far riconoscere la sua voce nei dialoghi (non è plausibile che personaggi diversi tra loro parlino in modo simile);
  • i conflitti interiori, le questioni irrisolte, gli sbagli… Insomma, tutto ciò che lo rende imperfetto (il cavaliere senza macchia e senza paura, oltre a essere inverosimile, sta un po’ sulle scatole a tutti).

Una volta conclusa questa fase, avrai a disposizione una mole di dettagli non indifferente, essenziale per avere un quadro completo di ciascun personaggio. È chiaro che a quelli principali dedicherai più tempo ed energie, ma questo non significa che quelli secondari vadano trascurati. Se non li progettassi con cura, ti ritroveresti con delle macchiette o dei personaggi inconsistenti.

Nella fase di stesura del romanzo, non dovrai inserire tutte le informazioni che hai raccolto nelle schede personaggio: sta a te scegliere cosa condividere con i lettori, nonché come e quando farlo. Tutto il resto ti servirà per fare agire e parlare i tuoi personaggi in linea con la loro natura.

La coerenza nello stile

Lo stile rappresenta il modo in cui si racconta la storia. Il “come” è stabilito da due elementi principali: l’uso della lingua e il narratore.

Prima di tutto, rifletti su chi racconta la storia e da quale prospettiva. La voce narrante appartiene a un personaggio interno alla storia oppure è esterna? Nel primo caso, narra in prima o in terza persona? Nel secondo caso, è estranea alla vicenda o è onnisciente? Racconta al presente o al passato?

Dopo aver definito questi elementi fondamentali, pensa al registro linguistico. Il lessico, la costruzione dei periodi, l’utilizzo della punteggiatura dipenderanno sia dalla tua inclinazione personale (ogni autore ha un modo unico di raccontare) sia dal tipo di opera che stai scrivendo. Se ti stai dedicando a un libro per bambini, non utilizzerai di certo termini aulici o troppo tecnici, per esempio. Se la voce narrante appartiene a un aristocratico intellettuale, è chiaro che non si esprimerà come un contadino che non ha avuto la possibilità di studiare.

Al termine della stesura, rileggi quanto hai scritto. L’ideale è far decantare il romanzo per un po’: in questo modo, il tuo approccio sarà – o dovrebbe essere – più distaccato. La rilettura ti aiuterà a capire se hai mantenuto la coerenza stilistica e quella narrativa dall’inizio alla fine.

La coerenza nella formattazione del testo

Anche l’occhio vuole la sua parte. Leggeresti mai un libro impaginato male e scritto in modo disordinato? Non credo. È vero che la formattazione del testo è compresa nel servizio di editing e/o di correzione di bozze (o, almeno, così faccio io), ma è da intendersi come un perfezionamento dell’impaginazione originale.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • per il corpo del testo, scegli un carattere con grazie (allungamenti ortogonali alle estremità delle lettere), come Times New Roman, Georgia, Cambria o Garamond, solo per nominare i più famosi;
  • per quanto riguarda i titoli, ti suggerisco di utilizzare lo stesso font del testo e di scriverli in grassetto o in maiuscoletto;
  • scegli una dimensione del carattere e un’interlinea adeguate, e mantienile per tutto il libro;  
  • inserisci i dialoghi tra virgolette basse o caporali (« »): Alt+174 per aprirle e Alt+175 per chiuderle;
  • se usi parole che si possono scrivere in modi diversi, come mezz’ora/mezzora o ciò nonostante/ciononostante, scegli una grafia sola e continua con quella.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma mi fermo qui. Con questo post volevo fornirti delle linee guida da seguire per scrivere un romanzo coerente sotto tutti i punti di vista, e spero di esserti stata d’aiuto.

Se stai cercando qualcuno che si occupi dell’editing e/o della correzione di bozze del tuo testo, puoi scrivermi qui per richiedere la tua prova gratuita e il preventivo.